Renato Lombardi mi racconta:
Mia zia Lombardi Teresa, sorella di mio babbo Lombardi Guerrino, aveva sposato un pescatore di nome Fabbri Torino. La "Teresina" (così era chiamata mia zia) ha fatto in giovane età la pescivendola. Mi raccontava che arrivava in bicicletta fino alla periferia di Forlì. Mio zio, Torino Fabbri, alternava i lavori della pesca con quello delle gite per turisti nel periodo estivo. Si posizionava con la barca, una lancia a vela denominata Cochi, davanti alla spiaggia dell'Hotel Mare e Pineta. Aveva conosciuto anche Giuseppe Palanti, il grande artista fondatore di Milano Marittima. Mi diceva che una volta Palanti gli aveva dipinto la vela. Peccato che non si sia potuto conservarla. Da bambino mi insegnò a nuotare spingendomi nel porto canale legato con una cima sotto le ascelle. Da ragazzo sono andato qualche volta con lui nelle sue gite in mare con degustazione di pesce "innaffiato" da vino di uva fragola, che io pestavo con i piedi dopo la vendemmia. Una volta gli dipinsi la vela (gialla con la punta blu), con risultati non paragonabili con quelli di Palanti. Mi fece anche mettere la scritta Marinaio Torino. Mio babbo andava con lui in mare per la pesca agli sgomberi in primavera. Mi ricordo delle grandi mamgiate di pesce arrosto con la polenta. Io aiutavo nella preparazione dell polenta (gialla) mescolandola nel paiolo a fuoco lento. A lui, negli anni Sessanta, il quotidiano milanese Il Giorno dedicò un'intera pagina con la descrizione delle vacanze dei milanesi a Milano Marittima. Conservo ancora copia dell'articolo stampato su una pagina di formato gigante. Torino è stato l'unico marinaio che ha subito un incidente stradale a bordo della sua barca ormeggiata nella banchina del porto dalla parte di Milano Marittima. Sì, incidente stradale, perchè un'auto usci di strada da viale Dante (una volta si andava nei due sensi di marcia) e piombò sulla sua barca, mentre lui era a bordo, provocandogli alcune serie fratture. I miei zii erano tra i pochi pescatori che abitavano dalla parte di Milano Marittima. Abitavano nel viale Dante.Da qualche parte devo avere ancora l'articolo di giornale che parlava dell'incidente. |