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Francesco Bonaldo
da Personaffi del borgo marina
a cura di Renato Lombardi
Francesco Bonaldo
Francesco Bonaldo nacque a Cervia il 25 febbraio 1906, da una famiglia di pescatori di origine chioggiotta, emigrata qui nell'Ottocento.
Fin da ragazzo andava per mare e col tempo è riuscito ad avere barche sue da comandare, come la " Libera " prima della guerra, poi il " Vincere " nel dopoguerra, barca acquistata nel 1945 a Gabicce, un trabaccolo a due alberi di 14 metri, costruita nei cantieri di Pesaro nel 1922. Il "Vincere" era l'ammiraglia della flottiglia dei pescherecci cervesi e come tale aveva, tutti gli anni, l'onore di ospitare pavesata a festa, il Vescovo e le autorità civili in occasione dello " Sposalizio del mare", nel giorno dell'Ascensione.
Tra i Vescovi trasportati in quell'occasione, nell'arco degki anni che va dal primo dopoguerra agli anni Settanta , si ricordano Giacomo Lercaro, Salvatore Baldassarri ed Ersilio Tonini.
Francesco fu anche il.primo ad organizzare gite in mare per i turisti, allora per lo.più tedeschi, quando le barche da diporto in questa zona praticamente non esistevano.
Alle 4,30 del mattino con la barca piena di turisti si iniziava la gita. Si pescava fino alle 6,30 e poi, tirate su le reti a mano e fatta la cernita del pesce, cominciava la festa mentre la barca procedeva lentamente, a vela, si friggeva il pesce appena pescato e, tra una risata e l'altra si mangiava, si beveva sangiovese e si cantavano canzoni italiane e straniere. Poi, gettata l'ancora si faceva il bagno in alro mare ( il mare di una volta con acque limpide e pesci ormai scomparsi ).
Per questa attività Francesco era conosciuto
in tutta Europa ed era certamente il.più fotografato dai turisti , insieme al suo
"Vincere ".Sulla sua barca sono saliti personaggi di varie nazionalità e di ogni ceto sociale.
Si ricordano tra le altre le uscite in mare in occasione del " Trebbo poetico ", manifestazione culturale importante, durata diversi anni, che chiamava a Cervia giornalisti di prestigiose testate e poeti fra i più importanti del Novecento italiano quali ad esempio Alfonso Gatto e Giuseppe Ungaretti.
Quando l'età non gli permise più di andare per mare, Bonaldo per non staccarsi dal suo trabaccolo che rimaneva attraccato al molo di Cervia, vendeva conchiglie ai turisti e raccontava le sue storie di mare a chi lo andava a visitare.
È venuto a mancare a 82 anni nell'agosto del 1988. |
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Venivano calate le reti, perchè prima del rientro paron Francesco accendeva il focone e, fritto alla brace, veniva distribuito il pescato accompagnato da litri di vino. Mentre nelle prime ore i nottambuli dormivano e i mattinieri contemplavano, appena il.primo sole intiepidiva l'aria, il.pesce, il vino e la chitarra di Francesco scaldavano l'ambiente e il barcone rientrava con i gitanti che cantando allegramente e agitando fortemente le mani salutavano gli altri turisti, che passeggiavano lungo il.porto. le altre due gite, una verso le undici e l'altra nel pomeriggio, erano dedicate al bagno al largo alla mattina, e ad una veleggiata al.pomeriggio col vento di scirocco.
Il trabaccolo aveva sempre clienti a bordo. Questo era possibile per la personalità di Francesco Bonaldo. In barca era sempre allegro e disponibile. Anche senza conoscere a perfezione le lingue straniere si faceva capire da tutti. Del resto la mimica e la gestualità comune a tutti i romagnoli permette di farsi capire sfondando le barriere della lingua.
Francesco era un maestro soprattutto se si rivolgeva alle straniere, che trattava con partcolare riguardo
Tutto questo succedeva in navigazione e quando conversava soprattutto con le tedesche distribuiva abbracciate e galanterie.
Questo accadeva solo in navigazione perchè, giunto in porto, doveva fare attenzione. Quando in lontananza si stagliava l'alta figura della moglie cominciava a mettere a posto le sedie a sdraio cercando di interrompere qualsiasi movimento che potesse essere il motivo di una discussione anche violenta.
Questo rapporto con i turisti faceva parte del folclore degli anni sessanta, quando tutti quanti risentivano delle costrizioni del dopoguerra e sulla gente era vivo il desiderio di dimenticare i vari problemi di ogni giorno.
Di sera dalla, Monica, l'unica osteria di Borgo Marina, cantanti improvvisati come Osio e un'orchestrina locale formata da marinai e loro amici allietavano la serata fra sangiovese e abbracciate con le tedesche, che stavano al gioco col compiacimento dei mariti, che erano più occupati a battere le mani e a gustare il vino. Questa era Cervia e questo Borgo Marina, una sana allegria , un bicchiere di vino, una dignitosa povertà. |
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Per ricordare Francesco Bonaldo, siamo andati nel Borgo Marina e al Circolo pescatori e abbiamo scambiato quattro xhiacchere con Augusto Giulianini, il.più vecchio pescatore cervese e Orlando Pirini, attuale responsabile della Cooperativa pescatori di Cervia.
" Questo è il nostro ambiente - dice Orlando - il.posto dove non praticando più la nostra attività, siamo a nostro agio, perchè a contatto con il mare, con i pescatori e i loro problemi. Ed in questo luogo mi fa piacere ricordare Francesco Bonaldo, una figura molto nota sia ai cervesi che ai turisti, perchè negli ultimi anni della sua attività aveva usato il suo trabaccolo per gite turistiche e con il suo carattere estrovetso conquistava le persone che lo conoscevano. È questa l'ultima delle quattro barche che Francesco nella sua vita condusse, ed è forse l'ultimo trabaccolo rimasto in giro. Sarebbe una soddisfazione per tutti i marinai che come Francesco hanno.passato gran parte della vita manovrando vele, vedere questa barca ritornare a veleggiare. Questo trabaccolo se potesse parlare avrebbe cose incredibili da raccontare, dei momenti in cui si usciva il lunedì dal porto di Cervia, con solo qualche provvista per noi e il ghiaccio per conservare il pesce pescato. Si rientrava il giovedì, sempre che il vento, unica forza che muoveva quelle barche, lo.permettesse.
E Francesco sapeva andare a vela e conosceva il mare, la sua grande esperienza gli diceva come e dove pescare, quando e come rientrare in porto. Non era solamente un marinaio e i suoi discorsi ci incantavano tutti.
Raccontava di terre e mari lontani con grande conoscenza di particolari di usanze e per noi era un piacere ascoltarlo. Un gran paron insomna, in tutti i campi della vita.
Ed anche il trabaccolo di Francesco - come racconta Pirini - si trovò di fronte le difficoktà, che in più di un'occasione, le circa 30 barche dei pescatori cervesi incontrarono, sia in mare aperto, che nelle barche che finivano in " marina " ( interrate in spiaggia) Erano parecchie. |
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