Il.Borgo Marina , per un patito del mare è un punto di ritrovo.
I pescatori si erano formati sulle barche a vela e coloro che praticavano la vela per diletto si contavano sulle dita di una mano. Entrare nella manica di quelle persone non era facile
Quasi tutti alla sera accendevano il focone in barca e con due pesci e qualche fiasco di vino parlavano del loro lavoro e di vele.
Fra questi battelli uno particolarmente mi piaceva: era l'Aviere di paron Gino Penso detto Ginen o Violino ed Egidio Modanesi suo marinaio. Ginen, di poche parole, lavoratore infaticabile, padre di famiglia, ed Egidio scapolo per vocazione. Nonostante fossero completamente diversi andavano d'accordo. Egidio aveva una sua filosofia di vita, non aveva problemi e viveva a modo suo. Verso le undici di sera Ginen andava alla ricerca del suo marinaio; Egidio, durante il.periodo estivo dormiva in barca, ma al momento di salpare per la pesca non sempre era reperibile. Allora al posto della trattoria All'Orto , c'era l'osteria della Monica, punto di ritrovo di pescatori e tedeschi che fraternizzavano ascoltando le canzoni di Osio, detto Rocco, cantante e marinaio, ed era lì che riusciva a trovare Egidio allegro al punto giusto. Mettevano in moto e partivano. Egidio prima di salire a bordo, rovistava nelle tasche, traeva i pochi spiccioli rimasti e li buttava in mare. Sembrava un rito prpiziatorio |
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